Formazione accademica vs realtà lavorativa: il grande divario del 2025
Università: sempre meno allineata alle esigenze del lavoro
Negli ultimi anni, un fenomeno sempre più evidente indica che molte università stanno formando professionisti non in linea con il mercato del lavoro attuale. Nonostante il titolo accademico rimanga importante, circa il 30 % dei laureati finisce per svolgere ruoli che non richiedono alcuna istruzione universitaria .
Il mismatch tra studi e impiego
Secondo l’indagine Almalaurea 2025, tra i laureati di primo livello ben il 32,5 % occupa mestieri non coerenti con il proprio titolo dopo cinque anni, percentuale che scende “solo” al 25,4 % tra i laureati magistrali. Un dato significativo: molti studi avanzano teoricamente solide, ma il mercato richiede figure tecniche e specializzate.
Università sì, ma con cultura pratica
L’attuale orientamento verso indirizzi liceali spinge moltissimi giovani all’università, spesso senza consapevolezza del contesto lavorativo: ne risultano abbandoni, cambi di corso, e un divario crescente tra formazione e mercato .
Parallelamente, sempre più studenti ritengono che l’università fornisca una preparazione troppo astratta, priva di competenze spendibili nel lavoro.
Alternative: dall’ITS alla formazione continua
Gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), spesso ignorati, rappresentano invece una via forte verso l’occupazione: con programmi pratici e legati ai bisogni aziendali, garantiscono posti di lavoro per quasi tutti i diplomati.
Esperti e aziendalisti sottolineano che non si tratta di demonizzare l’università, ma di integrare percorsi tecnici, potenziare l’orientamento e promuovere una didattica che evolva anche in età adulta (lifelong learning).
Conclusione: servono ponti, non muri
Il nodo cruciale è superare la divisione tra formazione teorica e pratica. Serve:
- Miglior orientamento, già dalle superiori.
- Più formazione tecnica professionalizzante (ITS inclusi).
- Percorsi universitari flessibili, integrati con imprese e nuove competenze (es. IA, digital skills).
- Formazione continua, adattabile ai cambiamenti del mercato.
Spunti operativi
| Azione | Vantaggio |
|---|---|
| Riformare i corsi universitari | Riduce il gap “no-job” tra domanda e offerta |
| Incentivare ITS e formazione duale | Impatto immediato sull’occupazione |
| Continuare la formazione anche dopo i 25 anni | Adattarsi all’evoluzione tecnologica |
